Convention come punto d’incontro

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Casa dell’Amicizia

di Leopoldo Rossi, Rotary Club Rogliano-Valle del Savuto, Italia

La partecipazione ad una Convention Internazionale del RI è l’espressione del riconoscersi nei luoghi della nostra comunità internazionale, nei luoghi del Rotary, che si trasformano sempre più in “iper-luoghi”, ovvero in spazi che possono definirsi identitari, relazionali e storici. Il Rotariano, in quanto detentore di una conoscenza del luogo che non è ottenibile attraverso gli strumenti di indagine solitamente utilizzati dall’Istituzione pubblica, costituisce una risorsa fondamentale che, mediata attraverso una competenza progettuale, arricchisce il processo d’emancipazione della comunità locale e internazionale.

La mia personale esperienza di rotariano errante si è formata a Birmingham (2009), Montreal (2010), Lisbona (2013), Seoul (2016), per giungere a celebrare i 100 anni della nostra Fondazione, la Fondazione Rotary del RI, ad Atlanta (2017).

Ho imparato che assumere i principi della concertazione internazionale rotaryana significa non soltanto acquisire le tecniche per facilitare e gestire i processi di condivisione, ma promuovere una trasformazione del modo di intendere il Servizio e la progettazione di attività socialmente utili, che richiedono da parte di tutti un cambiamento di approccio e prassi.

Nel corso di questi anni, l’incontro con rotariani di tutto il mondo mi ha permesso di comprendere come il successo risieda nella capacità e la propensione all’accoglimento di risorse gestionali, progettuali ed economiche normalmente non considerate. Ed è un atteggiamento realmente ed efficacemente comunicativo e dialogico la chiave di volta per attuare una volontà di negoziazione e mediazione tra interessi di varia natura e provenienza.

Partecipare e riconoscersi nelle Celebrazioni di Atlanta significa accettare la responsabilizzazione rotariana, a partire dall’ipotesi che tutti hanno qualcosa da offrire, qualcosa da prendere e qualcosa da costruire nel processo di concertazione allargata. Senza queste condizioni minime, è difficile che un percorso di condivisione possa effettivamente giungere a dimostrarsi più valido di un altro.

A parer mio, ciò che ci contraddistingue come Rotariani da un gruppo di persone che semplicemente condividono uno spazio o un luogo sta nell’esistenza di due fattori fondamentali, quali il senso di appartenenza alla comunità e l’identificazione con il proprio territorio.

Ho imparato tanto dagli amici che mi accompagneranno in questa nuova esperienza ad Atlanta: grazie anche al Leader Regionale Ciccio, il DG Nino, il DGE Lucanìa, Pierluigi e Sonia, ho capito che il Rotary ha qualcosa da offrire al mondo per mezzo della Fondazione Rotary.

E perciò sono convinto che proprio in questo momento della Storia, della crisi dei valori, in questo momento della crisi delle grandi culture, nel loro incontro, sia importante che noi non si viva solo nell’interno delle nostre convivenze ma, esposti realmente alle domande degli altri, si possa tutti irraggiare l’“empowerment” del Servizio rotariano: ritroviamoci tutti ad Atlanta per celebrare insieme i 100 anni di attività della Fondazione Rotary del RI!

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